Giuseppe Prestipino, Dai maestri del pensiero e dell’arte alla filosofia della praxis, s.l., s.d., ma 2008, Edizioni Seam, pp. 111, 13 €
Da Platone a Gramsci
Di Guido Liguori
Il faticoso titolo dell’ultimo libro di Giuseppe Prestipino (Dai maestri del pensiero e dell’arte alla filosofia della praxis, s.l., s.d., ma 2008, Edizioni Seam, pp. 111, euro 13) già ne illustra il contenuto: l’autore cerca in alcuni grandi pensatori dall’antichità al Novecento idee, spunti, suggestioni, associazioni, momenti da accostare o contrapporre alla filosofia della praxis, ovvero alla reinterpretazione che del marxismo ha dato Antonio Gramsci.
Brevi capitoli che a volte sono flash abbaglianti, come quello iniziale su Platone e Gramsci, il primo e l’ultimo pensatore comunista, secondo l’icastica e iperbolica definizione di Prestipino. Il «mito della caverna», infatti, viene riletto dall’autore in modo attualizzato. Nell’allegoria di Platone sono le ombre proiettate sul muro a essere scambiate per realtà dai prigionieri incatenati nell’antro; oggi i moderni auto-incatenati nelle proprie case, i cittadini teledipendenti, vedono le moderne ombre nel televisore e anch’essi le
