Recensioni

AA. VV., Le parole di Gramsci, Roma, Carocci, 2004

Le parole di Gramsci

Di Luigi Cavallaro

I Quaderni del carcere di Gramsci hanno sempre rappresentato un problema non da poco per quanti hanno inteso accostarvisi con rigore filologico, senza limitarsi cioè a cercarvi un prontuario di citazioni buono per ogni occasione. Com’è noto, a parte i cosiddetti «quaderni speciali», caratterizzati da una certa unità di contenuto, il procedere della scrittura gramsciana è alquanto frammentario, segnato da repentini cambi d’argomento fra una nota e l’altra; inoltre, sappiamo che lo stesso succedersi delle note (e

Giorgio Baratta, Le rose e i quaderni. Il pensiero dialogico di Antonio Gramsci, Roma, Carocci, 2003

Gramsci, da un secolo all’altro

Un saggio ospitato nella collana «Per Gramsci». Scandito in tre parti, affronta con rigore filologico il tema del «popolo» nei «Quaderni», segue le tracce di Gramsci filosofo; rilegge «Americanismo e fordismo». Attento all’«uso» del pensatore sardo nelle più diverse aree geo-culturali e disciplinari

Di Guido Liguori

Una collana di libri dedicata agli studi su Gramsci è un evento nel panorama culturale italiano di oggi. Per questo va innanzitutto segnalata tale felice anomalia nel parlare dell’uscita recente di un libro di Giorgio Baratta sul pensatore sardo. La collana «Per Gramsci», che riprende nel nome una analoga esperienza di alcuni anni fa da Gamberetti, è stata inaugurata nel 2003 presso l’editore Carocci dal volume di Fabio Frosini Gramsci e la filosofia; ha nel libro di Baratta Le rose e i quaderni. Il pensiero

Derek Boothman, Traducibilità e processi traduttivi, un caso: A. Gramsci linguista, Perugia, Guerra edizioni, 2004

Gramsci linguista

Di Chiara Meta

Partendo dalla possibilità di rintracciare un filone prettamente linguistico nelle tematiche affrontate da Gramsci, Derek Boothman nel volume Traducibilità e processi traduttivi, un caso: A. Gramsci linguista (Perugia, Guerra edizioni, 2004, pp. 197) tenta di indicare le fonti dei concetti gramsciani, nonché gli argomenti specifici utilizzati dal pensatore sardo.
Si tratta del tentativo, come si sottolinea nell’introduzione, di presentare un quadro unitario di argomenti e temi sviluppati, non sistematicamente, già in altri contesti. L’intento

A. Gramsci, La nostra città futura. Scritti torinesi 1911-1922, a cura di Angelo d'Orsi, Roma, Carocci, 2004

Il decennio torinese di Gramsci

Di Guido Liguori

Gramsci a Torino. Il comunista sardo visse nel capoluogo piemontese poco più di un decennio, dall’autunno del 1911 al maggio del 1922. Vi giunge dalla Sardegna ventenne, «triplice e quadruplice provinciale», come avrebbe scritto più tardi, per frequentarvi l’università grazie a una borsa di studio, economicamente necessaria ma non sufficiente: una vita di stenti e di crescita intellettuale sui banchi del più prestigioso ateneo del tempo. Poi l’incontro decisivo: con la politica e con la classe operaia. I

A. Savio, Fascino e ambiguità di Gramsci (Roma, Prospettive edizioni, 2004, pp. 125, € 12)

Fascino e ambiguità di Gramsci

Di Guido Liguori

Nella storia delle interpretazioni gramsciane una delle componenti, non tra le più numerose o significative, ma comunque con presenze ricorrenti, è composta dagli scritti dedicati al pensatore sardo da studiosi o politici che appartengono a correnti minoritarie del movimento comunista e che guardano a Gramsci ora nel tentativo di «annetterlo» alla propria area politico-culturale, ora con l’intento di «condannarlo» dal punto di vista particolare da cui dichiaratamente prendono le mosse. Si sono