In campo aperto

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21 giugno 2013

Venerdì 21 giugno, alle ore 14, si terrà a Roma un seminario "in campo aperto" della Igs Italia sul tema Aspetti e problemi delle recenti interpretazioni di Gramsci.

Relatori: Francesca Chiarotto (Letture del rapporto Gramsci-Togliatti), Giancarlo De Vivo (Sul rapporto Gramsci-Sraffa) e Leonardo Paggi (Le interpretazioni di Gramsci nella cultura del postcomunismo).

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15 giugno 2012

Venerdì 15 giugno p.v., alle ore 15,00, si svolgerà presso la usuale sede universitaria di Roma Tre, Facoltà di Lettere e Filosofia, presso l'Aula Verra, piano terra, il seminario "In campo aperto", promosso dalla Igs Italia, sul tema "Gramsci e la scienza", relatore Antonio Di Meo. Presto verranno forniti maggiori dettagli e con qualche giorno di anticipo verrà distribuita la relazione a chi intende partecipare al seminario.

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21 gennaio 2005

EGEMONIA E VIOLENZA IN GRAMSCI E BENJAMIN
Relazione discussa nel seminario "In campo aperto" della IGS-Italia

Alberto Gianquinto

UN CONFRONTO.
Gerratana, per i Quaderni[1] di Gramsci, non lemmatizza le occorrenze del termine ‘violenza’, termine peraltro presente già nell’Ordine Nuovo del 13 settembre 1919,[2] e in Benjamin (Per la critica della violenza)[3] non v’è traccia esplicita del termine ‘egemonia’.
Eppure, sopra tutti, centrale sovrasta comunque il concetto di ‘egemonia’, per quanto concerne il tema della ‘violenza’, non solo in un parallelo teorico istituibile tra Benjamin e Gramsci: Gewalt (la violenza), in Benjamin, ha il suo naturale confronto con l’egemonia gramsciana in quanto entrambi i concetti sono: il primo, l’equivalente tedesco anche 
di potere ed autorità, a cui lo stesso termine ‘egemonia’ fa riferimento; il secondo, quello dell’egemonia, coinvolgente il tema della ‘lotta’ (in particolare ‘di classe’), della storia e della rivoluzione, della dittatura, fino al tema della guerra, nelle sue diverse forme, e alle figure in esso incluse, a cominciare da Gandhi per esempio, per scendere, volenti o nolenti, alle citazioni più altamente teoriche di Kant, Rousseau,[4]